Ieri mi è capitato di rivedere un film che avevo visto al cinema nel 2003 "La ragazza con l'orecchino di perla", storia di Griet giovane servetta in casa del pittore Jan Vermeer col quale stringerà un rapporto platonico speciale, tanto che lui la ritrarrà in uno dei suoi quadri più rappresentativi Ragazza con l'orecchino di perla o Ragazza col turbante .Ricordo che quando lo vidi la prima volta rimasi con una sensazione d'incompletezza, come se avessi perso dei passaggi, come spesso mi capita dopo aver visto il film ho letto il libro e l'ho trovato molto gradevole, fluido, ed ho capito non avevo perso dei passaggi era il film che li aveva persi, è come se il regista avesse dato per scontato che il pubblico avesse letto il libro. Un esempio, la scelta di Griet da parte della famiglia
Vermeer sembra casuale, in realtà nel libro è il pittore steso a sceglierla per come dispone le verdure in un cesto seguendo degli accostamenti cromatici che rivelano in lei sensibilità artistica.
Inoltre la pellicola ha un'altra, nel romanzo il sentimento tra il pittore e Griet è si platonico, ma vibrante, nel film non basta l'espressività di Scarlett Johansson a supplire la staticità di Colin Firth che crea un Veermeer che sembra indifferente a ciò che lo circonda.
Vermeer sembra casuale, in realtà nel libro è il pittore steso a sceglierla per come dispone le verdure in un cesto seguendo degli accostamenti cromatici che rivelano in lei sensibilità artistica.Inoltre la pellicola ha un'altra, nel romanzo il sentimento tra il pittore e Griet è si platonico, ma vibrante, nel film non basta l'espressività di Scarlett Johansson a supplire la staticità di Colin Firth che crea un Veermeer che sembra indifferente a ciò che lo circonda.
Quindi vi consiglio di leggere il romanzo di Tracy Chevalier e poi guardare il film e provare a giocare a colma le lacune.
